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BAZENA - CROCEDOMINI
La superficie terrestre è in continuo movimento: frane, terremoti, alluvioni e, a volte, l'attività vulcanica sono fenomeni che avvengono e si ripetono in tempi molto brevi e di cui ogni generazione umana può essere testimone. I movimenti più ampi e profondi hanno conseguenze ancora più vistose, come il piegamento degli strati rocciosi e la formazione delle catene montuose, ma avvengono attraverso processi lentissimi e quando noi ne osserviamo i risultati è come se fermassimo un solo fotogramma di un interminabile film.

Il piccolo triangolo compreso tra le località di Bazena, il Monte Frerone e la Corna Bianca rappresenta una risorsa geologica unica in quanto permette di vedere in brevissimo spazio i segni di numerosi e lenti eventi geologici.

Il tragitto a piedi (punti principali di osservazione indicati sulla carta con i numeri) attraversa le rocce sedimentarie, in alcuni punti metamorfosate e attraversate dai filoni magmatici e il contatto tra queste e le rocce magmatiche dell'Adamello. Il percorso prevede due possibilità, entrambe molto interessanti, ma abbastanza lunghe e opportunamente divisibili in due giornate. Per chi avesse tempo e interesse, si consiglia di pernottare al rifugio Bazena, gestito dalla locale sezione A.N.A (Associazione Nazionale Alpini) o all'accogliente nuovo rifugio del Lago della Vacca (m 2355 slm).

La partenza è comune ai due percorsi da Bazena. Nel primo caso, si arriva ai piedi del Monte Frerone. Il sentiero è di alta montagna e presenta qualche difficoltà dopo il Passo di Valfredda, dove per un breve tratto diventa molto stretto e strapiombante. Il secondo percorso prende a destra dopo Passo di Valfredda, in direzione del Lago della Vacca, e scende dal Passo della Vacca verso la Corna Bianca. In questo modo, oltre alla parte in comune col primo itinerario, si attraversa l'intrusione (Terre Fredde) e il contatto con le rocce sedimentarie e metamorfiche, lungo la discesa dalle Creste di Laione verso il laghetto di Cadino. Da qui si raggiunge la Corna Bianca e quindi la malga Cadino della Banca, dove bisogna prevedere un'auto che riporti al punto di partenza. L'auto può essere lasciata anche in prossimità della Corna Bianca, dopo aver verificato la percorribilità della mulattiera che sale da Cadino della Banca (a tutt'oggi il transito non è vietato, ma non sempre le condizioni del fondo sono buone).

I punti di sosta indicati sulla carta non sono molti, ma tutta la zona si presta a osservazioni continue, dalle deformazioni degli strati alla frequente presenza di filoni magmatici che attraversano le rocce sedimentarie e, non ultimo, alle osservazioni di carattere morfologico, botanico e naturalistico.

Insieme agli itinerari a piedi, si suggeriscono alcuni punti di osservazione da non perdere durante l'avvicinamento in auto o interessanti per quanti si trovassero di passaggio nella zona di Campolaro, Passo Crocedomini e Maniva (punti di sosta indicati sulla carta con le lettere alfabetiche). Si ricorda che il tratto Astrio-Crocedomini resta chiuso per gran parte dell'inverno. Da Crocedomini al Maniva la strada è paesaggisticamente molto bella, ma richiede attenzione essendo il fondo sterrato e non sempre in buone condizioni.