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La Valgrigna occupa un posto di rilievo nella geografia
culturale della Valcamonica. Dalla media valle si estende
a Est fino alle Valli Trompia e Sabbia e ai confini
merdionali del Trentino. Comprende quattro comuni:
Prestine Bienno, Berzo Inferiore, Esine. Il territorio è
percorso dal torrente Grigna, la cui forma circolare è
perfettamente osservabile dal balcone naturale della Colma
di S. Glisente a 1951 mt. di quota.
II
passo di Crocedomini, all’incrocio con la Val
Trompia e la Val Sabbia, è fin dall'antichità il passaggio
di collegamento della
Valcamonica con le grandi culture
della Valle di Ledro e del lago di Garda. Ciò vale
soprattutto per il cammino degli artigiani del ferro che
giungono nella Valgrigna, secondo lo storico locale Franco
Bontempi, tra la fine del IX e gli inizi dell’VI I I
secolo A.C. e trovano nella cultura etrusca la prima
espressione tecnica ed ideologica del loro lavoro.
L’avanzamento dei primi fonditori è condizionato dal
ritrovamento del minerale che viene riconosciuto a cielo
aperto nei mas si staccatisi dalle montagne e dalle
meteoriti. Ben presto in Valgrigna si scoprono delle
miniere (la più antica a Piazzalunga di
Bienno).
Il
senso originario del nome stesso della località, applicato
alla popolazione, “indica coloro che scavano miniere
vicino al fiume”. Ben presto la comunità si amplia.. II
lavoro agisce da collante. I principali riferimenti
identitari sono la sacralità della terra ed il
rispetto/timore per la natura quale fonte di
sopravvivenza. Attorno ai luoghi di lavoro vengono
costruiti spazi di socializzazione che diventano elementi
di riconoscimento comunitari capaci di distinguersi
nettamente pur nel piccolo spazio della Valgrigna.
L’identificazione col gruppo consolida i vincoli di
solidarietà interindividuali su cui si struttura ogni
centro rurale con una ben distinta economia fondata sulla
condivisone delle risorse esistenti sul territorio.
Ai fabbri si aggiungono altri artigiani: i segantini, i
falegnami, i mugnai. Si crea nuova ricchezza ma, nel
contempo, la necessità di conservare i segreti della
lavorazione matura atteggiamenti di chiusura verso
l’esterno. All’inizio dell’età moderna i quattro paesi
della Valgrigna hanno, ciascuno, una propria
caratterizzazione civile e religiosa. I l più orientale ed
isolato è Prestine col vanto di risalire al tempo degli
Etruschi che gli hanno dato il nome e con le difficoltà
delle poche risorse che offre la montagna. Qui, sito
all'estremità del borgo che tutt’oggi conserva la
struttura del villaggio agricolo raggruppato attorno alla
chiesa, su uno sperone di roccia, si erge il santuario
della Madonna della Consolazione, un vero piccolo gioiello
artistico conosciuto da pochi. Ben più noto è
Bienno dalla
struttura prettamente medievale, dove annualmente, ad
agosto, si ripete la mostra/mercato dell' artigianato che
richiama espositori e visitatori da tutta l'Italia.
Non potrebbe esserci migliore ambientazione, visto che
ancor oggi qui operano una fucina attiva per la
lavorazione artigianale di attrezzi agricoli ed un mulino
dove si continua a macinare granoturco s fruttando la
forza idraulica del Vaso Re. Abitato già prima della
conquista romana, Berzo Inferiore resta soprattutto il
centro della devozione popolare per il Beato Innocenzo, la
cui festa, il 3 marzo, ogni anno attira fedeli da tutta la
Valcamonica. Esine, il primo paese che si raggiunge
all’uscita della SS 42, si caratterizza oltre che per il
piccolo gioiello della Chiesa di S. Maria Assunta,
affrescata da Pietro da Cemmo, alla fine del XV° secolo,
per i “Laghetti carsici” che sono un’interessante
testimonianza geologica sulla formazione della Valle. |