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Molti reperti archeologici romani furono trovati nel
secolo scorso dal conte Simoni Fè d'Ostiani e furono
portati a Bergamo e a Milano. Oggi non si sa neppure in
quali zone del paese abbia rinvenuto lapidi ed epigrafi.
La via di Mezzo era così chiamata perché si trovava
sicuramente al centro del paese. Purtroppo nel 1634 una
tremenda alluvione travolse la parte situata verso il
Grigna. Tra il 1000 e il 1100 probabilmente a Bienno
vennero costruite delle torri. Sembra ce ne fossero sette
o dieci (i pareri sono discordi), oggi ne restano quattro:
le torri Avanzini e Rizzieri in via Contrizio, le torri
Bontempi e Mendeni in via Castello. I merli delle torri
biennesi sono ghibellini, perché la popolazione, come
quella di Berzo Inferiore, era favorevole all'imperatore.
Sembra, invece, che i prestinesi fossero guelfi, cioè
favorevoli al vescovo; per questo motivo i due paesi
furono sempre in lotta; sembra che questa rivalità sia
continuata fino alla fine del 1800.
Nella zona denominata Castello le case sono nel tipico
stile medioevale, addossate le une alle altre e con i
solai spesso comunicanti . Alle otto di sera nel "Borgo" venivano chiuse le
porte: una era sicuramente sotto la torre Bontempi, poichè
si vedono ancora i cardini. Un'altra era in via Luzzana,
verso "via delle viti", oggi ne rimane un arco.
C'era poi il portale dei Pisani ('l purtù dei pisà), ma
non si sa bene di che periodo sia e perché abbia questo
nome; si tratta dell'arco che immette via Re in via Ponte
Dosso. Si pensa che in zona abitasse una famiglia
originaria di Pisa o che si chiamasse proprio "Pisani".
Intorno all'anno 1000, probabilmente, al posto della
chiesa parrocchiale c'era un forte militare. Sembra
infatti che dal Passo di Crocedomini arrivassero varie
incursioni nemiche.
La torre campanaria vista da vicino è formata da due
basi diverse: una, quella inferiore, è senz'altro ciò che
rimane di una torre di guardia su cui fu edificato in
seguito il campanile vero e proprio. Nella zona in cui
oggi si trova il sagrato e nelle gallerie sottostanti sono
state trovate molte ossa umane per cui si pensa ci sia
stato un cimitero, probabilmente per il clero e per i
nobili, perché il vero cimitero di Bienno si trovava nel
punto in cui oggi si incontrano le strade per
Bienno,
Campolaro e Prestine (Ròcol).
Nel muro vicino alla strada che sale al Cerreto è ben
visibile la lapide funeraria di una donna. Per esigenze di
spazio venne poi costruito il cimitero che si usa ancora
oggi. Sembra che la prima salma che vi fu sepolta fosse
quella di un garibaldino morto per malattia dopo essere
giunto in Valle proprio al seguito di Garibaldi.
Dopo la metà del 1400 su molti portali venne incisa la
data di costruzione, accompagnata spesso da iniziali; ne
ritroviamo ancora alcune oggi. Questa usanza introdotta
dalla borghesia camuna continuò per vari secoli. Inoltre
furono messi molti stemmi, di cui purtroppo si ignora
tutto, sparsi per il paese. Probabilmente l'unico che si
conosce è quello sul portale di casa Avanzini, che
rappresenta un volatile ad ali spiegate, simbolo dei
Federici, che arrivarono in Valgrigna nel 1314 e vi
rimasero fino al 1398. Bienno fu in seguito sotto la
dominazione Veneziana per circa trecento anni, fino alla
fine del '700, e venne particolarmente sfruttato per
l'arte della ferrarezza, sia per la produzione di utensili
di vario genere, sia per quella delle armi; famoso fu il
mercato degli "schioppi" di Bienno.
Tra gli anziani c'è ancora chi dice che i primi
brevetti di armi Beretta provenivano da qui. Un bellissimo
ricordo del '700 veneziano è il soffitto a cassettoni
della biblioteca. Dopo la dominazione veneta vennero
costruiti i comuni veri e propri con la delimitazione del
territorio. |