La Val Camonica è la valle
del fiume Oglio, che la percorre interamente da Ponte di
Legno al Lago d'Iseo. I principali centri della valle sono
Darfo Boario Terme, Breno, Edolo, e Ponte di Legno.
Darfo-Boario Terme è il centro più popoloso della Valle,
mentre Breno ne è tradizionalmente considerata la capitale
"morale".
Le montagne che la circondano comprendono numerose cime
sopra i 3000 m; fra queste si segnalano ad est tutto il
gruppo dell'Adamello (3539 m) e a nord le cime che la
separano dalla Valfurva, fra cui la Punta San Matteo (3678
m). Grazie ad esse l'alta Val Camonica (ed in particolare
Ponte di Legno, situato alla sua testata) è
un'importante zona turistica, dotata fra l'altro di
numerosi impianti sciistici.
Al di fuori dell'alta valle vi sono altri importanti
centri turistici, quali
Monte Campione (sport
invernali),
Boario Terme (località termale),
Capo di Ponte (ove si trovano gran parti dei
graffiti
rupestri), Schilpario (in Val di Scalve) ed Aprica
(a cavallo dell'omonimo passo, al confine con la provincia
di Sondrio).
La
Val Camonica fu abitata nella preistoria da diverse
popolazioni, la più importante delle quali fu quella dei
Camuni, i cui primi segni risalgono all'età neolitica, ma
che mantenne la sua indipendenza fino al 16 a.C., quando
venne annessa all'Impero Romano, come testimoniato dalla
epigrafe di Augusto a La Turbie. Di origine incerta (forse
ligure), questo popolo ci ha lasciato i notevoli graffiti
rupestri che testimoniano di una via commerciale nell'Età
del Bronzo, che passava attraverso le Alpi collegando il
Nord Europa all'Italia settentrionale. Durante il Medioevo
la
Valle Camonica fu attraversata da Carlo, re dei
Franchi, che concesse ampi territori ai monaci di Tours in
questi luoghi.
A partire dal XIII secolo, iniziò ad acquistare influenza
la famiglia dei Federici, ghibellina, che controllava i
castelli di Gorzone e Mu, e che risultò vincitrice in una
lotta secolare contro la famiglia dei Nobili di Lozio,
quasi completamente massacrata nel corso del XV secolo.
Poco dopo quest'epoca, la Valle Camonica venne annessa ai
domini della Repubblica di Venezia, sotto cui rimase fino
al 1797. In quell'anno, la valle fu percorsa dalle truppe
napoleoniche, e con i trattati di Campoformio, dell'anno
successivo, venne annessa all'Impero Austro-Ungarico.
Assieme al resto della Lombardia, fu annessa al Regno di
Sardegna durante la Seconda guerra di Indipendenza (1860).
Nella storia recente, le montagne sul lato orientale delle
valle furono teatro di aspri combattimenti fra italiani ed
austro-ungarici durante la Prima guerra mondiale, ed è
ancora possibile scorgere i segni di questo avvenimento
(tratti di reticolati, resti di baraccamenti, e persino
affusti di cannoni).

I due principali accessi alla
Val Camonica sono la Strada
Statale 42 del Tonale e della Mendola, che la collega con
Bergamo (attraverso la Val Cavallina) e la strada SP BS
510 (ex SS 510) Sebina Orientale che costeggia la sponda
orientale del lago d'Iseo e la collega a Brescia; le due
strade si congiungono all'entrata meridionale della valle,
poco a nord di Lovere. Vi sono poi diversi accessi
attraverso passi montani: i principali sono:
il
Passo dell'Aprica
(1126 m), a nord-ovest, che la
mette in comunicazione con la media Valtellina (provincia
di Sondrio)
il
Passo del Tonale (1828 m), a nord-est, che la
mette in comunicazione con la Val di Sole (provincia di
Trento) e quindi con Bolzano
il
Passo del Mortirolo (1850 m), a nord, che la mette
in comunicazione con la media Valtellina (provincia di
Sondrio)
il
Passo di Gavia (2621 m), a nord, che la mette in
comunicazione con la Valfurva, Bormio e l'alta Valtellina
(provincia di Sondrio)
il Passo di Croce Dominii (1875 m), a est, che la mette in
comunicazione con la Valle del Caffaro, tributaria della
Valle Sabbia (provincia di Brescia)
il Passo della Presolana (1293 m), a sud-ovest, che la
mette in comunicazione con l'alta Valle Seriana (provincia
di Bergamo)
il Passo del Vivione (1826 m), che mette in comunicazione
due delle sue vallate secondarie (la Valle di Scalve e la
Val Paisco)
Di tutti questi, i primi due sono di gran lunga i più
importanti, mentre molti dei rimanenti sono aperti solo
durante la stagione estiva e sono noti soprattutto per
ragioni turistiche (ad es. i
passi Gavia e Mortirolo sono
ormai salite classiche del Giro d'Italia). |